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domenica 21 dicembre 2014

Resoconti, speranze ed ascolti del 2014


Il 2014 che sta per concludersi si è caratterizzato per un'intensa attività che non era immaginabile all'apertura del sito. Mi trovo sommerso da tanti complimenti per un blog che sta assumendo il carattere di una risorsa informativa che possa fare da "guida" per l'ascoltatore (non necessariamente il più evoluto) e carpire le realtà musicale alternative (quasi un lato B della musica silenziosamente nascosta). Se da una parte questa funzione sussidiaria mi rende più grato il lavoro, dall'altra porta al collasso la mia e-mail che è sempre piena di richieste di recensioni o pareri di varia natura, e la mia mente, entrambe non più in grado di gestire le risorse nella loro completezza: non me ne vogliano coloro a cui ho mancato di rispondere, perché alla fine cerco di impostare i miei ascolti o letture verso quello che è più funzionale alla direzione e alla proficua visuale del blog. Al riguardo vorrei sottolineare che Percorsi Musicali (nato nel febbraio del 2010) non ha come obiettivo principale la recensione tout court (quelle le potete trovare ormai dovunque e sicuramente fatte meglio delle mie) ma è costruirci delle idee quanto più oggettive possibili, partendo dall'ascolto di un cd e stimolando un universo critico allargato anche alle arti; come afferma il mio caro amico Daniel Barbiero (che ringrazio particolarmente in questa sede per il suo costante aiuto), si tratta di stimolare nuovi pensieri sulla contemporaneità musicale e soprattutto segnalare nuove situazioni senza svolgere un servizio giornalistico specifico per il quale, al contrario, dovrei ottenere tutt'altra organizzazione. Con molta umiltà non penso ci siano molti blog nel mondo a fornire questo tipo di informazione.
Tra le iniziative prese dal blog quest'anno va rimarcato l'ampio consenso che continua ad avere la rubrica dedicata al jazz italiano (il rammarico è di non poter al momento effettuare una scelta analoga per la composizione classica-contemporanea, nonostante quest'anno abbia scritto un raro ed apprezzato articolo sulla composizione italiana delle nuove generazioni), così come la scelta di "sponsorizzare" i prodotti discografici della Setola di Maiale di Stefano Giust ben si adatta a presentare vere alternative nella sezione della sperimentazione ibrida; restano ancora molto proficui i rapporti analogamente intrattenuti per supportare i prodotti discografici della Kairos, della Naxos e per l'improvvisazione libera, quelli indispensabili della Leo R.; purtroppo non mi riesce di seguire pedissequamente con la scrittura anche altre etichette e per una serie di motivi sono stato mio malgrado costretto ad accantonare il supporto costante con la Relative Pitch Records (soprattutto per via della mancanza di tempo per la doppia traduzione completa). Invero meno spazio dedico alle attività "ambient" della Projekt, ma questo è frutto di una decisione che tende ad evitare duplicazioni di sorta. 
Quanto alle presenze non potrei nuovamente che avere solo soddisfazioni: qualcuno dei miei bravi lettori si lamentava della carenza di commenti, ma il dato sul numero dei lettori daily è sempre in crescita rispetto agli anni precedenti e al momento raggiunge ormai le 250 visualizzazioni giornaliere con punte anche di 300 visite (sempre che i miei contatori funzionino bene!). Un risultato che reputo strabiliante per un blog musicale di nicchia, ottenuto senza uno straccio di pubblicità, e costruito con la sola credibilità della scrittura: vi ringrazio per questa qualità che mi avete attribuito e sono contento del dialogo diretto che sono riuscito a sviluppare con i depositari degli scritti, ossia compositori e musicisti citati. Tutti avranno capito che molta arte che viene presa in considerazione su Percorsi Musicali non riceve, purtroppo, dalla stampa un'adeguato interesse e sotto questo punto di vista mi sento quasi di dover portare avanti una missione. Non so quante realtà giornalistiche possano contare su un pubblico di lettori fedeli ed importanti.
Sempre nell'ottica del soddisfacimento del lettore, continuo a segnalare che attualmente i due ulteriori obiettivi del blog restano purtroppo confinati al territorio del desiderio: da una parte c'è la volontà di rendere il sito in due lingue (inglese ed italiano) dal momento che il 30% delle visite è straniero e si accontenta molto spesso delle traduzioni ridicole di Google; dall'altra sarebbe auspicabile un'implementazione degli argomenti. In entrambi i casi aspetto ancora che persone preparate dotate di buona volontà e capacità di scrivere manifestino il loro interesse a coadiuvarmi liberamente nel mio lavoro ed entrare a far parte di Percorsi Musicali come nuovi redattori.
Il blog ha ormai raggiunto dimensioni notevoli in termini di articoli: siamo per avvicinarci a quota 1000 post!! Al riguardo, per semplificare il compito di ricerca dei lettori, ho da tempo iniziato in privato una sorta di indice, consultabile facilmente per genere e per periodo storico, dato che mi rendo conto di aver riscritto (lentamente e silenziosamente) una mia storia della musica in questi quattro anni. Spero di poterlo inserire al più presto (il lavoro da fare è enorme e avrei bisogno di aiuto per collegare i links) in occasione del millesimo post. Inoltre sto pensando ad una riorganizzazione della grafica (con l'inserimento di una pagina ufficiale facebook diversa da quell'attuale, da poco inserita e a me intestata) e all'inserimento ordinato dei saggi dei miei illustri collaboratori (Daniel Barbiero, Simone Santi Gubini, Giuseppe Perna e Mirio Cosottini) e della loro musica tramite barre video permanenti. 
Prima di fornirvi la consueta lista degli ascolti migliori dell'anno (che quest'anno ha anche un'appendice libri), vorrei ringraziare tutti i soggetti (una volta qualcuno diceva vicini e lontani!!) venuti in rapporto con me: il mio è un grosso augurio di serene festività (valevole anche per il canale facebook). Spero vivamente di avervi reso l'anno più interessante con i miei scritti!!

Questa è la lista:

Contemporanea/Classica/Antica:
Lachenmann, Schreiben/Double
Dmitri Kourliandski, The riot of spring
John Luther Adams, Become ocean
Brian Ferneyhough, Complete works for string quartet & string trio
Robert Erickson, Complete string quartets
Mark Andre, Piano Music
Huck Hodge, Life is endless like our field of vision
Tigran Mansurian, Quasi parlando
Helena Tulve, Arboles lloran por Lluvia
Michael Gordon, Rushes
Lei Liang, Bamboo Lights
Thollen/Rogliano/Dillon/Roccato, The view from up
Hilliard Ensemble, Il cor tristo
Jacques Hétu, Complete chamber works for string
Askell Masson, Kammersinfonia, Elja, Ymni, Maes Owe
Nils Frahm, Spaces

Jazz/Free Jazz:
Michael Wollny, Weltentraum Live+Weltentraum
Arve Henriksen, Chron+Cosmic creation
Battaglia/Rabbia/Aarset, In memoriam
Jason Moran, All rise, a joyful elegy for Fats Waller
Marty Erlich Large Ensemble, A trumpet in the morning
Matthew Shipp, Root of things
Stephen Gauci, Chasing Tales
Sakata/Di Domenico, Iruman
Ensemble 5, The summary of 4 vol. 1/2
Carrier/Lambert/Lapin, Russian Concerts 1/2
Kaja Draksler, The lives of many others

Free Improvisation:
Vilde & Inga, Makrofauna
Peter Evans Quintet, Destination:Void
Sandro Sciarratta, Pietra
Jack Wright & Ben Wright, As if anything could be the same
Frank Gratkowski sextet, Skein
Matthieu Meltzger, Selfcooking
Mimmo/Blunt, Lasting ephemerals
Cosottini/Gagel, Pieces without memory

Elettronica/Elettroacustica/Computer Music
Peter Batchelor, Kaleidoscope
Matthew Burtner, Noise plays Burtner
Grykes, Sixspot burnet
Diana/Siwula/Valdes, Tesla coil
Loscil, Sea Island
Anjou, Anjou
Erik Honoré, Heliographs
David Helpling/Jon Jenkins, Found
Steve Roach, The delicate forever

Rock/pop/affini:
Scott Walker & Sunn O))), Soused
Carla Bozulich, Boy
Hundred Waters, Moon rang like a bell 
Stian Westerhus & Pale Horses, Malstroem
Swans, To be kind
Sonar, Static motion
Moster, Inner earth
John Cougar, Plain Spoken
Ryan Adams, Ryan Adams
Pink Floyd, The endless river

Etnica:
Imed Alibi, Safar
Aziza Brahim, Soutak
K-Space, Black sky
Massaro/Nigro, Agapi (potrebbe stare anche nell'improvvisazione jazz)

Libri:
Gyorgy Ligeti, Il maestro dello spazio immaginario, Pustijanac
Boulez, Music and philosophy, Campbell
Karlheinz Stockhausen, Sulla musica, Maconie
Arcangelo Corelli: trecento anni dopo, Vari
Il suono del nord, Vitali



3 commenti:

  1. Mi dite cosa ne pensate di questo qui per favore? Grazie.

    https://www.youtube.com/watch?v=-LOl-pKNOYI

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  2. Cara Lorena,

    ammetto di avere avuto segnalazione dei video di Tiziano Motti già in passato e di non aver risposto. Se lei ha letto il mio blog si sarà resa conto come io sia lontano da questa tipologia musicale. Penso che si possa fare assolutamente meglio per organizzare prodotti a sfondo politico. Grazie comunque per il suo interesse nei confronti del mio blog.

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  3. Riporto nei commenti (per eventuali ulteriori considerazioni da parte dei lettori) la mia idea sulla diaspora che si accesa dopo l'articolo di Stef Gijssels sul suo blog, "Lehman vs Laszlo & Leandre - A clash of two visions of music?, che vi consiglio di leggere con opportuna traduzione dall'inglese.
    Steve Lehman con il suo ultimo Mise en abime sembra aver stravinto il referendum andando anche contro una certa politica estetica del suo blog. Il punto focale dell'articolo sta nel fatto che secondo il critico belga, organizzatore del più capillare strumento informativo dell'improvvisazione libera, il disco di Lehman non persegue la stessa libertà delle forme profuse dal duo improvvisativo francese.
    Sebbene il blog di Stef Gijssels sia una completa fonte d'approvigionamento informativo per coloro che amano l'improvvisazione libera, non è indenne da critiche. Coloro come me che seguono con altrettanta e pedissequa avidità le novità del settore, probabilmente si sono resi conto come spesso si trovano dei giudizi piuttosto sopravvalutati rispetto alla realtà. Non è il caso del duo francese, ma specialmente nel momento in cui Stef ha chiamato a raccolta tutta una serie di novelli scrittori, è diventato necessario porsi domande alternative a quello che si intende per autenticità, originalità, accuratezza, etc. Riguardo a Lehman, con un'inspiegabile ritardo di tempo, lo si è preso in considerazione portandolo in vetta alle classifiche di gradimento. Ma Lehman le cose migliori le ha già fatte e il suo Mise en abime ha solo meno colpi vincenti. Ma la cosa che preoccupa è il favoritismo di parte, cioè mettere sullo stesso piano idee creative diverse: di Lehman si parla di come sia vicino alla contemporanea, di come comunque essa sia tutto un fallimento o abbia la "rabbia", e nessuno sembra essere interessato a cogliere gli aspetti innovativi del sassofonista (una rarità che cerca di coniugare la sperimentazione sugli armonici degli strumenti con lo spirito del jazz); di Leandre-Laszlo si pretende di santificarli nell'olimpo di un'improvvisazione libera di matrice tradizionale dove l'innovazione va cercata in altri elementi. Sono due proposte diverse, non comparabili, di cui si cerca solo di misurare il valore artistico con i soliti stratagemmi comparativi; ma stranamente di fronte a due prove "minori" dei personaggi si sviluppa un intenso e poco producente dibattito.
    Riguardo alle forme "libere" direi che è veramente arduo dover ammettere che la musica del domani non possa avere anche una "forma": uno dei motivi per cui l'improvvisazione libera non decolla presso il grande pubblico è proprio quello di non aver saputo evidenziare dei punti di riferimento: anche il fluttuare liberamente in musica ha bisogno di caratteristiche ben precise per non perdersi nell'oblio. E quei punti si trovano in una particolare dimensione dinamica del modo di suonare del musicista, nella capacità di richiamare immagini nitide e focalizzate sulla personalità dei suoni. Ci dev'essere qualcosa che, nell'astrattezza del disegno artistico, non si confonda con il resto. Lehman fa lavorare il cervello quanto Laszlo & Leandre, essi suscitano lo stesso amplesso neurale nell'ascolto, perchè non dimentichiamoci che la bistrattata contemporanea, il jazz di Lehman e quello del duo francese sono molto più vicini di quanto si pensi.

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